Un paradosso dell’Essenzialismo è che gli Essenzialisti esplorano un maggior numero di opzioni rispetto ai Non-Essenzialisti. Questi ultimi si entusiasmano praticamente per ogni cosa e quindi reagiscono a tutto. Ma dal momento che sono così impegnati a inseguire qualsiasi idea e opportunità, in realtà ne esplorano di meno.

Gli Essenzialisti, invece, ponderano un’ampia gamma di alternative prima di dedicarsi a una. Poiché si impegneranno e “punteranno in alto” solo nelle poche idee o attività indispensabili, all’inizio devono assicurarsi di scegliere quella giusta.

Uno dei passaggi fondamentali per adottare il principio “meno ma meglio” e intraprendere la ricerca disciplinata del meno è quello di esplorare l’essenziale.

A volte, “l’attrazione gravitazionale” del Non-Essenzialismo è così forte che si può essere tentati di svolgere rapidamente o saltare del tutto questo passaggio. Ma è cruciale per la ricerca disciplinata del meno.

Per distinguere che cosa è davvero importante, abbiamo bisogno di spazio per pensare, di tempo per osservare e ascoltare, del permesso per giocare, del buon senso per dormire e della disciplina necessaria per adottare criteri altamente selettivi nelle scelte.

Per ironia, in una cultura non-essenzialista queste cose (lo spazio, l’ascolto, il gioco, il riposo e la selettività) possono essere considerate distrazioni trascurabili. Nel migliore dei casi, si pensa che siano piacevoli. Nel peggiore, vengono derise in quanto segno di debolezza e inefficienza.

Abbiamo tutti presente la tipica persona molto ambiziosa o produttiva che pensa:

È ovvio che mi piacerebbe poter tenere uno spazio libero in agenda per riflettere e basta, ma è un lusso che in questo momento non posso permettermi”.

Oppure:

“Giocare? Chi ha tempo di giocare? Siamo qui per lavorare!”.

O ancora:

“Spero che ieri notte tu abbia dormito bene. Non riuscirai a farlo spesso, d’ora in poi”.

Se sei convinto che essere oberato di lavoro sia segno di produttività, probabilmente ritieni anche che lo spazio per esplorare, pensare e riflettere vada ridotto al minimo. Eppure, proprio queste attività rappresentano l’antidoto contro l’affanno superfluo che ha contagiato molti di noi.

Non sono distrazioni trascurabili, bensì cruciali per distinguere le vere distrazioni trascurabili da ciò che è essenziale.

Gli Essenzialisti dedicano quanto più tempo possibile a esplorare, ascoltare, discutere, chiedere e pensare, per distinguere le poche cose indispensabili dalle tante trascurabili.

Bibliografia:
Essentialism di Greg McKeown

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