Ci sono due modi di intendere l’Essenzialismo.

Il primo consiste nel considerarlo qualcosa che si fa occasionalmente.
Il secondo consiste nel considerarlo un modo di essere.

Nel primo caso, l’Essenzialismo è solo l’ennesima attività da aggiungere a una giornata già fin troppo piena. Nel secondo, è una maniera diversa, più semplice, di fare tutto. Diventa uno stile di vita, un atteggiamento onnicomprensivo verso l’esistenza e verso il ruolo di leader. Diventa l’essenza del nostro essere.

L’Essenzialismo affonda le radici in molte tradizioni spirituali e religiose.

Il principe Gautama, diventato poi il Buddha, abbandonò la vita di corte per darsi all’ascetismo, raggiungendo l’illuminazione; da qui nacque il Buddhismo.

In modo simile, l’Ebraismo ha avuto origine dalla storia di Mosè, che, dopo essere stato adottato e cresciuto come principe d’Egitto, lasciò l’opulenza della corte per fare il pastore nel deserto. Lì s’imbatté in un cespuglio ardente e scoprì la sua missione essenziale: liberare gli Israeliti dalla schiavitù.

Maometto, il massimo profeta dell’Islam, condusse una vita essenziale: si riparava le scarpe da solo, si rammendava i vestiti e mungeva la propria capra, e insegnò ai suoi seguaci a fare lo stesso.

Anche Giovanni Battista fu un modello di semplicità: viveva nel deserto, indossava una pelle di cammello e si nutriva soltanto di ciò che gli offriva la terra. Comunità cristiane come quella dei Quaccheri hanno mantenuto una solida componente essenzialista: attraverso la Testimonianza di Semplicità, per esempio, si impegnano a condurre una vita fondata solo sull’essenziale.

E ovviamente c’è Gesù, figlio di un falegname, che visse in povertà, rifiutando i beni materiali. Nel corso della storia, vari altri personaggi illustri, sia religiosi, sia laici, hanno incarnato la filosofia del “meno ma meglio”: per citarne solo qualcuno, il Dalai Lama, Steve Jobs, Lev Tolstoj, Michael Jordan, Warren Buffett, Madre Teresa di Calcutta e Henry David Thoreau (il quale scrisse: “Credo fermamente nella semplicità. È sbalorditivo e triste a quante faccende insignificanti persino il più saggio degli uomini creda di dover badare in un giorno; […] per cui semplificate il problema della vita, distinguete il necessario e il reale”).

Possiamo trovare Essenzialisti fra i maggiori protagonisti delle imprese umane più disparate. Sono capi religiosi, giornalisti, politici, avvocati, medici, investitori, atleti, scrittori, artisti. Queste persone danno il massimo contributo in tanti modi diversi, ma condividono un tratto comune: non rispettano solo a parole l’idea del “meno ma meglio”.

Hanno scelto di abbracciare pienamente la via dell’Essenzialista. A prescindere dalla nostra professione, dal campo o dal settore in cui operiamo, possiamo scegliere anche noi di farlo.

Bibliografia:
Essentialism di Greg McKeown

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